Teoria generale dell'oblio, José Eduardo Agualusa, Pozza 2017.

teoria-generaleBIGPortogallo, 1975. A Ludovica Fernandes Mano, detta Ludo, non è mai piaciuto affrontare il cielo. Terrorizzata dagli spazi aperti, capaci di farla sentire fragile e vulnerabile, vive con la sorella maggiore Odete senza mai mettere piede fuori di casa. Un giorno Odete si innamora di Orlando, un ingegnere minerario angolano che lavora per una società di diamanti, e Odete e Ludo si trasferiscono nel suo appartamento in uno dei palazzi più lussuosi di Luanda, il Palazzo degli Invidiati. La vita di Ludo sta però per subire un brusco cambiamento, in seguito ai tafferugli esplosi a Luanda per l’indipendenza dal Portogallo, Orlando e Odete svaniscono nel nulla. Davanti all’orrore di essere rimasta sola, alla mercé di rivoluzionari e mercenari che hanno invaso la città, Ludo non si fa remore. Servendosi di cemento, sabbia e mattoni erge una parete in mezzo al corridoio del piano, separando il suo appartamento dal resto del palazzo. Lì, isolata dal mondo esterno, deve ingegnarsi per non morire di stenti e paura. Raccoglie l’acqua piovana e pianta sul balcone semi di limone, mais, fagioli, patate. Sulle pareti di ogni stanza, anno dopo anno, annota i suoi pensieri, l’unica cosa capace di tenerla ancorata a una realtà che, ogni giorno di più, va dissolvendo i suoi contorni. Il tempo corre veloce e mentre Ludo sembra svanire nell’oblio, dimenticata da tutti, nel mondo esterno si intrecciano le storie di altri personaggi.